{"id":216,"date":"2025-11-29T12:31:31","date_gmt":"2025-11-29T11:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/95.110.135.165:9453\/?page_id=216"},"modified":"2026-01-06T09:25:58","modified_gmt":"2026-01-06T08:25:58","slug":"lidea-della-partenza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.motoclubandamentolento.com\/?page_id=216","title":{"rendered":"L&#8217;idea della partenza&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong style=\"font-size:25px;\">L&#8217;idea della partenza&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Lattuga Tortuga, la nostra mascotte, viveva in una piccola casa di campagna, ad un piano, quelle classiche casette immerse nel verde, circondata da prati morbidi, alberi bassi e il profumo dell\u2019erba bagnata al mattino.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p><br>Ogni giorno, mentre sistemava il giardino o puliva il suo guscio, guardava la sua moto parcheggiata sotto la tettoia:<br>una &#8220;<strong>Royal Enfield Himalayan 411 nero vintage<\/strong>&#8220;, con le borse sempre pronte e quel suo modo rassicurante di riposare sul cavalletto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Era la sua fedele compagna di avventure, quante volte lo aveva portato in giro per passi di montagna e luoghi sperduti, per poi insieme tornare sempre a casa, senza patemi d&#8217;animo, sicuro della sua tenuta e robustezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Non sapeva spiegare quale era la magia che lo legava a questa moto, eppure nella sua vita da motociclista incallito, ne aveva provate di motociclette, alla ricerca di quella perfetta.  <\/p>\n\n\n\n<p>In cuor suo, Lattuga, sapeva che la sua Hima era poco potente, circa 24 cv, non faceva velocit\u00e0 , inoltre era messa assieme da saldature poco raffinate, con molto ferro e pochi materiali ricercati, il mono del motore trasmetteva qualche vibrazione di troppo specie agli alti regimi, ma aveva quel carattere particolare proprio dato da un motore &#8220;sotto-quadro&#8221;, che le donava una ottima fluidit\u00e0 ai bassi giri, che ti faceva dire ma sei veramente solo 400, poi quando la spinta finiva, ti faceva annuire, comunque si era creato tra di loro un legame particolare, quello che non era riuscito a trovare in altre compagne di viaggio, seppur pi\u00f9 preformanti e valide, ma che non trasmettevano lo stesso filing e la stessa facilit\u00e0 di utilizzo. Aveva gi\u00e0 vissuto con alcune delle ottime sensazioni, ma le jap erano state dei mezzi perfetti, ma nella perfezione senza anima; le italiane o le europee si erano avvicinate molto, ma alcune volte lo avevano tradito, fermandosi o avendo delle problematiche specifiche non facilmente risolvibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La Hima negli anni per Lattuga, era stata sempre pronta, comoda al punto giusto, un vero mulo con tutti i bagagli e la sua facilit\u00e0 di spazio e carico, aveva fatto emergere anche altre caratteristiche da non sottovalutare, oltre al motore elastico e pieno ai bassi, che ti invogliava a macinare chilometri, quelli veri, fatti di curve, strade impervie, sterrati, che ti portano alla scoperta di luoghi che non avresti mai raggiunto in altre condizioni, ti regalava la possibilit\u00e0, con il pieno di benzina (circa 15 litri), di fare tantissimi km, in quanto i consumi si erano dimostrati molto contenuti, il peso poi, bench\u00e9 non da ballerina, era ben distribuito e collegato al fatto che aveva un ottimo telaio, ti faceva sentire sempre in sicurezza, anche perch\u00e9, Lattuga non era alto, ma toccava benissimo il suolo e questo faceva la differenza.  <\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua testa Lattuga continuava a pensare e analizzare il suo percorso da motociclista e perch\u00e9 continuava ad amare la sua Hima.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>E&#8217; anche vero, che di solito il percorso di vita di un motociclista dipende dalle esperienza che ha gi\u00e0 vissuto, pensava Lattuga&#8230; Forse avendo gi\u00e0 provato in tanti anni, quelle emozioni che ti danno le moto con accelerazioni strappa braccia, o l&#8217;adrenalina nel fare le curve con delle pieghe da &#8220;moto-gp&#8221;, almeno per chi le vive, alla fine si tende a ricercare emozioni nuove, diverse, che provengono dalle sensazioni che ti trasmette l&#8217;anima del mezzo, insieme a quello che ti circonda. Infatti pensava, proprio quello che ti circonda, che se vissuto a una velocit\u00e0 tranquilla, comincia a farsi vedere, infatti esiste \u00e8 li, anche se prima non lo vedevi, distratto, assorto nell&#8217;idea della ricerca per la velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Respirando l&#8217;aria mattutina e guardando la Hima, Lattuga continuava a pensare e ragionare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni moto andrebbe associato uno stile di guida diverso, che si dovrebbe sposare con la sua anima, cos\u00ec come \u00e8 stata progettata: giri motore, regime ottimale di lavoro del motore, strade da percorrere e cercare di capire perch\u00e9 quella moto ha determinate caratteristiche. Forse entrando nel &#8220;mood del mezzo&#8221; si potr\u00e0 riuscire ad entrare in simbiosi con esso, senza tentare di ricercare sempre la stessa cosa da ogni motocicletta, uniformando il tutto alla sola tecnica per raggiungere le prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lattuga, avvicinandosi alla sua Hima, la guardava e mentre osservava la sua linea classica, unica, direi &#8220;quasi militare&#8221;, si rendeva conto di amarla nella sua unicit\u00e0. Una Hima la riconosci da molto lontano, \u00e8 unica nello stile e nel cuore, con quel motore raffreddato ad aria &#8220;old-style&#8221; con il solo radiatore dell&#8217;olio, che avendo basse prestazioni, non ha bisogno di accorgimenti particolari, non scalda, le alette del cilindro cos\u00ec essenziali, una candela, 2 litri di olio, pochissima elettronica,bastano a portarti in giro per il mondo senza fretta, ma con il carattere giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune volte, pens\u00f2 Lattuga, con l&#8217;esperienza vissuta, si arriva a capire che la moto con cui proviamo le emozioni pi\u00f9 belle e ci fa battere il cuore, non \u00e8 quella con le migliori sospensioni, il motore pi\u00f9 potente, il numero dei cilindri pi\u00f9 elevato, le finiture perfette, la tecnologia pi\u00f9 avanzata, il cruscotto che \u00e8 un computer evolutissimo, con duemila funzioni, che molto spesso sono viste solo quando si legge il libretto uso e manutenzione all&#8217;acquisto o quando si bloccano, ma quella pi\u00f9 sincera, fatta per essere solo una moto per portarti in giro, sempre e quasi ovunque, semplice a livello meccanico, per eventualmente ripararla da solo e parcheggiarla senza avere il dubbio di non ritrovarla al ritorno.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Quel giorno, Lattuga usc\u00ec dalla sua porta di casa sbadigliando e stirandosi un po, come si fa quando sei appena sceso dal letto e dopo aver rimuginato nella sua testa dei minuti su le scelte e le emozioni di un motociclista, guard\u00f2 il cielo, le montagne di fronte la sua casa, che si stagliavano verso di esso, nel mentre arriv\u00f2 una piccola brezza che lambiva il suo viso, era come se gli dicesse che la giornata era quella giusta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;Non credo che mi metter\u00f2 a pulire casa o il giardino questa mattina&gt; bisbigli\u00f2 tra se<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrando in casa e si affrett\u00f2 a lavarsi e prepararsi, con la sola idea di andare con la sua moto a fare un giro, per riprovare quelle sensazioni di libert\u00e0, che ogni motociclista vorrebbe provare.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora si allacci\u00f2 il suo giubbotto di pelle, compagno di molte avventure, si mise il casco, e guard\u00f2 il sentiero che portava lontano dalla sua casa.<br>Il cuore batteva piano, and\u00f2 verso la sua fedele amica che sembrava rispondergli &#8220;si&#8221;, con quello &#8220;sbrilluccichio&#8221; che arrivava dalla rugiada riflessa dalla luce del primo sole presente sul serbatoio, &#8230;sono pronta per una nuova avventura quando partiamo!<\/p>\n\n\n\n<p>la sella era inumidita dalla notte, come pure il parabrezza e il resto della moto, che era stata l\u00ec sotto la tettoia della casa di Lattuga tutta la notte,<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;Sei tutta bagnata, questa umidit\u00e0 della notte, ti dovrei fare un riparo migliore&gt; disse Lattuga.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora Lattuga prese una panno, che teneva nelle tasche di una delle due borse laterali e con un movimento lento, ma oculato, come il ritmo calmo del monocilindrico della sua moto, asciug\u00f2 tutto, come se fosse un rito dovuto, di iniziazione, poi la spost\u00f2 sull&#8217;inizio del vialetto della sua casa, caric\u00f2 le borse laterali di tutto quello che necessitava, prese il suo zaino e un po lattuga fresca e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 il giorno giusto\u00bb bisbigli\u00f2 sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>E accarezzando la moto sul serbatoio, raggiunse il quadro di comando e gir\u00f2 la chiave, avviando il motore.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p><br>La Hima rispose subito accendendosi, con il suo caratteristico <em>buuu-buuu-buuu<\/em>, non veloce, ma <strong>profondo<\/strong>, <strong>sereno<\/strong>, <strong>instancabile<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Era quel tipo di motore che non chiede mai di correre,<br>ma che <strong>arriva sempre<\/strong>, ovunque, senza mai dire spegnimi sono esausto. La face scaldare qualche minuto e poi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAndiamo, vecchia amica\u00bb disse Lattuga sorridendo.<br>\u00ab\u00c8 tempo di vivere l&#8217;ennesima nostra avventura !\u00bb<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Mont\u00f2 in sella, tolse il cavaletto laterale, innest\u00f2 con delicatezza la prima marci\u00e0, come se fosse un movimento da effettuare in simbiosi con la sua Hima e lasciando la leva della frizione, partirono, dando un filo di acceleratore, quello che serve per spostarsi lentamente, fino a raggiungere pian piano la velocit\u00e0 di marcia voluta, snocciolando tutte le marce necessarie fino alla quinta. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma la Hima in quello era brava, pur avendo un motore da circa 400 c.c., ti faceva pensare che ne avesse di pi\u00f9, bastavano pochi giri motore e qualche cambiata di marcia per trovarsi gi\u00e0 alla velocit\u00e0 giusta, senza stress, senza far arrivare il motore troppo su di giri.<\/p>\n\n\n\n<p>Lattuga ora era felice! Gi\u00e0 immaginava tutto il suo viaggio, non ponendosi tempistiche, ma vedendo dove la strada e la sua Hima lo avrebbero portato, godendo degli attimi unici che il percorso stesso gli stava regalando e gli avrebbe regalato.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<p>Vivi con noi le avventure nella natura come &#8220;Lattuga Tortuga&#8221; e la sua moto. Ti aspettiamo, iscriviti, leggi il calendario degli eventi e dei percorsi riservato ai tesserati, entra a far parte della comunit\u00e0 di &#8220;Andamento Lento&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea della partenza&#8230; Lattuga Tortuga, la nostra mascotte, viveva in una piccola casa di campagna, ad un piano, quelle classiche casette immerse nel verde, circondata da prati morbidi, alberi bassi e il profumo dell\u2019erba bagnata al mattino. 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